Domenica 10 Maggio 2026, ore 10:00
Canonica del Castello di Querciola di Bologna - Via Castello Querciola, Viano (RE)
Evento gratuito con ingresso libero
Domenica 10 maggio 2026 inaugura la mostra archeologica “La Chiesa scomparsa. Le ricerche archeologiche del Comitato Scientifico Sezionale del CAI e della Soprintendenza nel territorio di Viano”, che illustra i risultati delle campagne di scavo svoltesi tra il 2021 e il 2024 in località Ca’ Bertacchi di Viano, condotte dal Comitato Scientifico Sezionale del CAI sotto la direzione scientifica della Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio e il fondamentale coordinamento della dott.ssa Anna Losi.
Allestita dal 10 maggio al 7 giugno nella suggestiva cornice della Canonica del Castello di Querciola, l’esposizione è stata resa possibile grazie al contributo e al sostegno del Comune di Viano, dell’associazione per la Valorizzazione d Viano, della Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla e della Sezione di Reggo Emilia del CAI.
Preceduta da un’introduzione dedicata all’inquadramento geologico del comprensorio territoriale, la mostra si articola poi in due sezioni:
la prima è dedicata alla storia e all’archeologia del territorio di Viano e ne illustra il popolamento dalla più antica preistoria, con reperti inediti provenienti da siti di grande rilievo per l’Appennino emiliano, al sorgere dei piccoli villaggi di montagna nell’età del Bronzo e del Ferro, alle numerose testimonianze della presenza romana, prima fra tutte quella suggerita dall’origine del nome stesso del paese: “Viano” dal latino fundus Avianus;
la seconda sezione ci porta nel Medioevo e al ruolo strategico che Viano rivestì a controllo delle principali valli appenniniche che mettevano in collegamento diretto la pianura padana con la Tuscia e di cui resta testimonianza nel Castello e nella Chiesa di Querciola. In tale quadro si inseriscono le recenti ricerche di Ca’ Bertacchi, relative alla primitiva chiesa di San Prospero, edificata nel 1151 e abbandonata agli inizi del XVII secolo. La sua recente riscoperta, perché della sua primitiva localizzazione si era persa memoria, viene presentata qui per la prima volta attraverso una selezione qualificata di materiali “parlanti”: monete, medaglie devozionali, insegne di pellegrinaggio e un concio di arenaria iscritto.

