I tre nuovi importanti reperti archeologici saranno esposti a partire dal 15 marzo. Risalenti all’età del bronzo, provengono da Baggiovara, Castelvetro e Pavullo.  

Tre asce in bronzo datate tra 4.000 e 3.200 anni fa saranno esposte, a partire da sabato 15 febbraio, al Museo Civico di Modena nella sezione Archeologia. In ottimo stato di conservazione, i tre antichissimi e rari reperti sono stati consegnati in questi ultimi mesi da cittadine e cittadini che, dimostrando un elevato senso civico, hanno contattato spontaneamente il Museo che ha successivamente provveduto ad informare la Soprintendenza.


Da sinistra: le tre asce in bronzo provenienti da Castelvetro, Baggiovara, Pavullo (foto di Paolo Terzi)

L’ascia più antica, datata tra il 2.000 e il 1.900 a.C., proviene da Castelvetro ed è riferibile al periodo antico dell’età del Bronzo. È stata raccolta in prossimità dell’alveo del torrente Guerro, circa 400 metri a valle della Terramara di Ca’ dei Monesi.
A un periodo di poco successivo (1.800 - 1.650 a.C.), contemporaneo al momento formativo della civiltà delle Terramare, è attribuibile la seconda ascia, proveniente da Baggiovara, territorio occupato da numerosi villaggi terramaricoli fra cui quello di Stradello Baggiovara che si trova nelle immediate vicinanze del luogo di rinvenimento.
La terza ascia è stata, invece, recuperata presso il Ponte di Olina a Pavullo, nel greto del torrente Scoltenna, ed è databile al periodo recente dell’età del Bronzo (1300 - 1200 a.C.), quando le Terramare raggiungono il loro massimo sviluppo. Si tratta per ora di un ritrovamento isolato che non sembra far riferimento a insediamenti noti nelle vicinanze.  

Le tre asce, temporaneamente esposte in una vetrina dedicata, entreranno a far parte del percorso museale permanente come testimonianza del patrimonio Archeologico del territorio modenese.
L’ascia proveniente da Olina sarà esposta nel settore del Museo dedicato all’età del Bronzo dell’appennino modenese; mentre i due reperti più antichi troveranno collocazione nelle vetrine del Museo accanto al “ripostiglio” di Savignano (2.000 - 1.900 circa a.C.), costituito da 96 asce stivate ordinatamente all’interno di una buca con l’intento di custodire quello che allora doveva rappresentare uno straordinario valore economico. In questo periodo si afferma in modo consistente la produzione metallurgica con l’utilizzo innovativo del bronzo, una lega di rame e stagno, e le asce, che erano utilizzate come strumenti da lavoro ma anche come armi, cominciano ad essere prodotte in grande quantità. Le asce più antiche presentano margini laterali rialzati, per favorire l’immanicatura sul supporto ligneo, mentre nell’ascia più recente l’impugnatura veniva assicurata da alette laterali, innovazione che consentì di ottenere lo stesso risultato utilizzando una quantità minore di metallo.

I reperti sono stati visionati, analizzati e presi in carico dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, acquisite al patrimonio indisponibile dello Stato e depositate presso il Museo Civico di Modena.

Le consegne sono state effettuate alla presenza del dott. Gianluca Pellacani, in rappresentanza del Museo Civico di Modena, e delle dottoresse Monica Miari per l'ascia di Baggiovara, Vanessa Poli per l'ascia di Castelvetro e Carolina Ascari Raccagni per l'ascia di Ponte Olina, in rappresentanza della Soprintendenza.

Il Museo Civico di Modena espone una cospicua raccolta di reperti provenienti dalle terramare del territorio modenese, tra cui quella scoperta a Montale Rangone (a 11 Km dal centro di Modena) grazie a scavi iniziati nel XIX secolo e ripresi dal Museo Civico negli anni 90 del XX secolo che hanno portato all’apertura nel 2004 di un Parco archeologico nel sito stesso del ritrovamento, con la ricostruzione parziale dell’antico villaggio e di due abitazioni arredate.


Informazioni scientifiche: Sabap-Bo e Museo Civico di Modena
Immagini: Paolo Terzi
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