3 aprile - 29 maggio 2016
Sala di Città del Municipio di S. Lazzaro di Savena - via Emilia 92, S. Lazzaro di Savena (BO)
La mostra è visitabile nei seguenti orari: da martedì a venerdì ore 17.00 - 19.00 | sabato e domenica ore 10.00 - 13.00 (chiusa lunedì)
Per info: Museo della Preistoria "Luigi Donini" Tel. 051 465132 - E-mail
AQVA FONS VITAE
Identità, storia e memoria di una comunità
Sabato 2 aprile 2016, ore 16.30
Presentazione della mostra alla Loggia del Municipio, Piazza Bracci 1
Intervengono il Sindaco Isabella Conti, il Soprintendente Archeologo dell’Emilia-Romagna Luigi Malnati, Fiamma Lenzi dell’Istituto regionale Beni Culturali e il Presidente del Consorzio della Bonifica Renana Giovanni Tamburini; sarà proiettato il film sul recupero delle testimonianze del pozzo romano di via Caselle commentato da Giovanni Fucci, Presidente del Gruppo Ravennate Archeologico.
A seguire inaugurazione presso la Sala di Città del Municipio, Via Emilia 92, a San Lazzaro di Savena.
Un dupondio di Marco Aurelio, una lucerna con marchio VIBIANI, alcuni bicchieri tipo via Andrea Costa, brocche, brocchette e una bottiglia con l’iscrizione DOMV CONFUSI CAM, ceramiche da mensa e da dispensa, reperti vitrei, lapidei, in osso lavorato, legno, tessuto e metallo e un pendaglio in lamina bronzea traforata decorato in origine da una gemma o pasta vitrea. Sono solo alcuni dei materiali recuperati nel pozzo romano scoperto nel 2016 in Via Caselle, testimonianze che delineano l'identità storica di S. Lazzaro di Savena, riscoprendo le origini della città e il suo divenire storico. È questo il compito dell'archeologia, leggere il messaggio che gli antichi ci hanno lasciato attraverso le scoperte, gli studi di dettaglio e le ricerche sulle fonti.
Promossa dal Comune di San Lazzaro e dalla Soprintendenza Archeologia dell'Emilia-Romagna, la mostra "Aqua fons vitae" utilizza il materiale rinvenuto nel pozzo come punto di partenza per affrontare il tema dello sfruttamento delle risorse idriche e della gestione delle acque dall’epoca romana alla modernità.
A ogni latitudine e in ogni orizzonte cronologico un pozzo antico e il suo contenuto sedimentatosi nel tempo restituiscono sempre veri "tesori" perché come pochi altri contesti archeologici questo tipo di testimonianza svela interessanti spaccati di vita quotidiana, esemplificativi di una lunga durata d'uso o, talvolta, di circostanze legate a particolari eventi. Perduti per un attimo di disattenzione, oppure buttati perché rotti e ormai inservibili, ma buoni per tenere pulita e limpida l'acqua da attingere, nascosti in circostanze fortunose, quando momenti di instabilità politica o sociale consigliano di mettere al riparo i propri averi, oppure gettati in segno di devozione ad una divinità patrona dell'acqua o dimorante nelle profondità della terra, gli oggetti recuperati in un pozzo rappresentano infatti un'eloquente "istantanea" di un tempo che fu e degli accadimenti - ordinari o straordinari - che gli si svolsero intorno.
La mostra si snoda intorno al tema delle acque, essenziale fonte di vita per lo sviluppo della comunità e del territorio, coinvolgendo anche istituzioni dedite alla valorizzazione del patrimonio culturale regionale, come l'Istituto Beni Culturali della Regione Emilia-Romagna e altri enti che a diverso titolo sono preposti al governo delle acque tra cui il Consorzio della Bonifica Renana. Il suo fulcro è costituito dall’esposizione dei ritrovamenti archeologici del pozzo romano di via Caselle che si inserisce in un più ampio percorso di visita attraverso l’illustrazione delle principali forme di sfruttamento dell’acqua che l’uomo ha progettato, fin dagli albori della propria storia, per migliorare le condizioni necessarie all’insediamento umano, fino a favorire la crescita sociale ed economica dell’intera area bolognese.
Il materiale proveniente dallo scavo viene mostrato per la prima volta all’attenzione del grande pubblico, narrando la storia e l’importanza della scoperta e condividendo i risultati degli studi svolti e dei restauri effettuati. Inoltre, i ritrovamenti rappresentano un elemento chiave nelle indagini sulle origini romane del territorio in cui si è sviluppato l'attuale centro urbano.
Il percorso espositivo è articolato in tre aree, definite spazialmente e tematicamente ma legate fra loro, che si avvalgono sia di supporti tradizionali (pannelli informativi con contenuti testuali e grafici e vetrine con materiali originali e ricostruzioni) che di supporti tecnologici (proiezioni di scenari immersivi, ricostruzioni ambientali e touchscreen).
Il primo settore -AQUAE FONS VITAE, realizzato in collaborazione con il Consorzio della Bonifica Renana di Bologna- sviluppa il tema dell’acqua in rapporto ai geo-ambienti, alle evoluzioni ambientali e territoriali del sistema idrografico nel tempo, al suo controllo e regimentazione dal Medioevo in avanti, all’organizzazione e alle problematiche attuali nella gestione delle risorse idriche. Testimonianze bibliografiche, storiche e geo-ambientali, guidano il visitatore in un lungo viaggio nel tempo che si dipana fra le primordiali tecniche di sfruttamento delle acque alle più avanzate tecnologie di controllo. Materiali multimediali e documentari illustrano l’importanza dell’intervento umano sulla gestione delle acque e alcuni tra i più significativi sistemi di sfruttamento odierno sul territorio.
Il secondo settore -IL TERRITORIO E LE ACQUE- offre la lettura di due aspetti strettamente legati al territorio sanlazzarese.
Un ristretto campionario di reperti archeologici provenienti dal territorio testimoniano alcuni elementi dell’abitare in epoca romana: si va dai laterizi (manubriati, tegole, suspensurae, coppi ecc.) ai manufatti legati alla gestione delle acque (fistula e tubi, valvola, mattoni puteali, vera da pozzo) fino a un’esemplificazione delle tipologie pavimentali più in uso (esagonette, opus spicatum, tessere da mosaico). Pannelli e touchscreen approfondiscono alcuni argomenti legati alla romanizzazione e alla realizzazione e significato dei pozzi. Lungo le pareti una serie di pannelli affronta invece in chiave diacronico-tematica le principali evidenze dell’area sanlazzarese in qualche modo legate alle acque. Un viaggio nel tempo alla scoperta di significati e funzioni di luoghi noti alla comunità locale, ma la cui conoscenza spesso non si spinge fino alle origini e all’interpretazione degli stessi nel contesto del sistema-territorio.
Il terzo settore -LA VITA NEL POZZO- è quello dedicato all’esposizione delle testimonianze archeologiche correlate al pozzo di epoca romana recuperato nel 2006. Questa sezione (di forma circolare per evocare la sagoma del pozzo) sfrutta una quinta scenografica per esporre alcuni reperti pertinenti a insediamenti rustici del territorio, evocando con proiezioni ed audio ad hoc immagini in movimento e suoni della vita del pozzo come quelli che richiamano la caduta di oggetti sul suo fondo.
Ai materiali provenienti dai siti sanlazzaresi di Croara-Ca’ Rossa, Ponticella-podere Sant’Andrea loc. Siberia, Pizzocalvo-Ca’ Poggio, Pizzocalvo-Roncadello di Sotto, Borgatella-LUCMAR e Borgatella Podere San Francesco, San Lazzaro-Tangenziale Caselle, San Lazzaro via Jussi/via Mezzini, Idice-via Castiglia, Idice-Cave SAFRA, Fondovalle Idice-Ca’ de Mandorli e Castel de’ Britti-greto dell’Idice si affianca una buona campionatura di quello rinvenuto nel pozzo di Via Caselle, corredato dal modellino del rustico romano a cui il pozzo forniva l'acqua.
Il pozzo romano: un cantiere-scuola di restauro archeologico
La mostra fornisce anche l'occasione per presentare al pubblico il cantiere-scuola di restauro dedicato ai materiali ceramici del pozzo promosso dall'IBC e dal Museo "L. Donini" , con il sostegno della LR18/2000. Una singolare esperienza formativa rivolta a 18 giovani studenti o specializzandi di archeologia che, coordinati da un restauratore professionista, si sono cimentati per sei settimane con tutte le fasi del restauro archeologico (dalla pulizia alla restituzione dell'integrità formale dei pezzi), prendendo contatto con le varie problematiche e aspetti attinenti la conservazione di questa delicata categoria di beni culturali.