Il pannello rappresenta la planimetria del complesso di Santa Maria in Padovetere, risalente al VI secolo d.C. e riscoperto nel XX secolo.
Legenda
- La superficie rigata (gialla) è il perimetro della chiesa originaria;
- le superfici a rilievo piene (azzurre) rappresentano le sepolture;
- la superficie a rilievo vuota (rosa) è il perimetro di un edificio di servizio;
- le superfici a puntini tondeggianti (verdi) rappresentano il battistero;
- le superfici a righe diagonali (arancio) sono i muri delle navate laterali.
Tutte le scritte sono in nero (in italiano e inglese) e in braille.
Guida
Percorrendo il pannello con entrambe le mani, nella parte inferiore si trova una didascalia in italiano e inglese, in nero e in braille; in alto a sinistra la scritta “Il complesso di S. Maria in Padovetere” con codice QR che porta al sito del complesso, da scansionare nel riquadro a rilievo; in alto a destra la scritta “Esplorazione tattile”, con altro codice QR nel riquadro che porta appunto a questa guida. Nella parte centrale, invece, vi sono una serie di poligoni dalle diverse superfici: questo è il complesso di Santa Maria in Padovetere, il più antico luogo di culto cristiano nel territorio di Comacchio di cui restano oggi le fondamenta e parte dei muri perimetrali in laterizi romani di reimpiego, nonché alcune sepolture.
Il complesso, secondo la tradizione sorto per volere dell'arcivescovo Aureliano tra il 519 e il 521 d.c., fu scoperto da Nereo Alfieri nel 1956 durante alcune operazioni di bonifica dell’area. Portando le mani al centro del pannello e spostandole leggermente verso destra si individuerà facilmente una superficie zigrinata perfettamente rettangolare di colore giallo, con un piccolo emiciclo apposto sulla parte superiore. Questo è il perimetro della chiesa vera e propria, la cui navata è larga 8,30 per 15,30 metri di profondità. La superficie rotondeggiante ne è infatti l’abside. Al suo interno, troviamo la scritta “Navata centrale” e alcune linee spezzate a rilievo azzurre, che sono resti di sepolture di epoca successiva.
A destra dell’abside e poco più in basso si trova una sorta di perimetro quadrato a righe diagonali di colore arancio, con l’angolo in basso a destra mancante. Trattasi dei resti di una probabile navata laterale risalente ad un’altra fase costruttiva, realisticamente antecedente a quella del complesso come funzionalmente lo conosciamo oggi. Subito sotto di essa troviamo la scritta “Possibili resti delle navate laterali”.
I resti della navata sinistra possono essere invece individuati portando le mani nell’angolo in basso a sinistra del perimetro zigrinato della chiesa: spostando le dita verso sinistra, si incontrerà nuovamente la superficie arancione a righe diagonali. Percorrendola verso sinistra si troveranno, in basso, due tratti verticali di superficie piena a rilievo azzurra e poi, sempre con la stessa tipologia di superficie, un rettangolo. Procedendo verso l’alto, riprenderà un tratto verticale di superficie arancione a righe diagonali, elemento longitudinale della navata sinistra.
Anche le superfici piene a rilievo azzurre che hanno interrotto e affiancato la navata sono alcune tombe di epoca successiva. Se ne possono individuare ancora altre, dai vari ed irregolari orientamenti, procedendo in basso a sinistra dalla tomba rettangolare appena incontrata, oppure nell’area a sinistra dell’abside. Troviamo la scritta “Sepolture” nell’angolo in basso a sinistra della planimetria, appena sopra le didascalie.
Sul lato sinistro del complesso sono facilmente individuabili due forme poligonali a puntini e di colore verde, vagamente tondeggianti e concentriche. Trattasi del battistero, il cui perimetro esterno ha forma singolarmente endecagonale, mentre quello interno è tondeggiante. Al centro troviamo un esagono con al suo interno un foro circolare, che ospitava il fonte.
Nell’angolo in alto a sinistra del complesso, oltre le tombe a sinistra dell’abside, vi è invece un brano a rilievo con superficie interna vuota e di colore rosa, di forma poligonale ma aperta: trattasi dei resti di un edificio di servizio a nord del complesso (la scritta “Edificio di servizio” si trova ancora alla sua sinistra).
COMPLEX OF SANTA MARIA IN PADOVETERE
The panel portrays the floor plan of the Santa Maria in Padovetere complex, dating back to the 6th century AD and rediscovered in the 20th century.
Legend
- The striped surface (yellow) is the perimeter of the original church;
- the raised solid surfaces (blue) represent the burials;
- the hollow raised surface (pink) is the perimeter of an adjacent building;
- the dotted surfaces (green) represent the baptistery;
- the diagonally-striped surfaces (orange) are the walls of the side aisles.
All text is in large-print (in Italian and English) and braille.
Guide
Browse the panel with both hands: at the bottom, there is a description in Italian and English, in large-print and braille; in the top left corner, the inscription "The complex of S. Maria in Padovetere" with a QR code inside a raised square leading to the site’s webpage; in the top right, the inscription "Tactile Exploration”, with another QR code in a square linking to this guide. In the central part, various polygons with different surfaces are to be found: this is the complex of Santa Maria in Padovetere, the oldest Christian place of worship in the Comacchio area. Today, only the foundations and part of the perimeter walls in reused Roman bricks, as well as some burials, still survive.
The complex, traditionally believed to have been built by Archbishop Aureliano between 519 and 521 AD, was discovered by Nereo Alfieri in 1956 during reclamation works in the area. By placing your hands in the middle of the panel and moving them slightly to the right, you will easily identify a perfectly rectangular, striped surface in yellow with a small semicircle on the upper side. This is the perimeter of the actual church, whose nave is 8.30 meters wide and 15.30 meters deep. The rounded surface is, in fact, the apse. Within the perimeter, you will find the inscription "Central nave" and some raised broken lines in blue, which are remains of burials from a later period.
To the right of the apse and slightly to the bottom, there is an orange-coloured, almost square perimeter covered in diagonal lines, with the bottom right corner missing. These are the remains of a probable side aisle from another construction phase, realistically preceding the one of the complex as we know it today. Just below it, you will find the inscription "Possible side naves remains”.
The remains of the left aisle can be identified by placing your hands in the bottom-left corner of the striped perimeter of the church: by moving your fingers to the left, you will again encounter the diagonally-striped orange surface. Following it to the left, you will find, at the bottom, two vertical stretches of raised blue solid surface and then, still in the same type of surface, a rectangle. Moving upwards, a vertical stretch of diagonally-striped orange surface, a longitudinal element of the left aisle, will resume.
The blue-coloured, solid surfaces that interrupted and flanked the aisle are also some tombs from a later period. You can identify more of them, at various irregular angles, by moving down to the left from the rectangular tomb just encountered, or in the area to the left of the apse. The inscription "Burials" is in the bottom-left corner of the floor plan, just above the descriptive text.
On the left side of the complex, two green-coloured polygonal shapes in dotted surface, vaguely round and concentric, are easily identifiable. This is the baptistery, whose external perimeter has a uniquely eleven-sided shape, while the internal one is rounded. In the middle a hexagon can be found; the circular hole within it housed the font.
In the top-left corner of the complex, beyond the tombs to the left of the apse, there is a raised polygonal but open shape, with a hollow surface in pink: these are the remains of an adjacent building north of the complex (“Adjacent building” inscription further to the left).